Privacy, interesse generale a combattere la pandemia da coronavirus

La tutela della privacy e l'interesse generale a combattere la pandemia da coronavirus, l'io sul noi, quale diritto prevale?

Bisogna rispettare la riservatezza delle persone, altrimenti diventa una caccia all’untore. La privacy è sinonimo di libertà in tempi normali, ad eccezione in tempi di "guerra,con un nemico invisibile", da pandemia per coronavirus senza rinnegare ovviamente l’identità personale.

Le misure eccezionali e le limitazioni per far fronte all'emergenza sanitaria per il contrasto al contagio da coronavirus prevalgono sulla privacy? Certamente si la privacy va rapportata ad altri beni giuridici quali, in primo luogo, la salute pubblica in contesti emergenziali! Vi è contrapposizione tra due valori fondamentali del nostro ordinamento giuridico di rango costituzionale e cioè il diritto alla salute ed il diritto alla riservatezza?

L'applicazione della normativa in materia di trattamento dei dati personali e sensibili nel settore sanitario è sempre stata contrastante, la riservatezza della persona umana spesso non è in linea con le esigenze di urgenza. La "ratio" della normativa sulla privacy è il rispetto umano della dignità delle persone.

Sicuramente il rischio di diffusione del contagio va protetto e tutelato nell'interesse generale e nello stesso tempo, va tutelata anche la salute dei cittadini e degli stessi operatori sanitari. La normativa d’urgenza i vari DPCM e le ordinanze demandano al Sindaco la prima autorità Sanitaria locale ai responsabili della prevenzione dei distretti sanitari delle ASL, unitamente al Presidente della Regione che devono attivare il sistema della Protezione Civile a doversi far carico dell'accertamento e della raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del coronavirus.

Si parla dell'ipotesi di tracciare i cellulari per controllare gli spostamenti dei cittadini all'interno del territorio nazionale. E' una misura a mio avviso, non opportuna, che supera i limiti della tutela della libertà personale e in ogni caso si dovrebbe gestire il controllo non in maniera generalizzata, la scorciatoia tecnologica forse è la più semplice.

Una importante cautela,invece, è necessaria per le piattaforme su cui si svolge l'attività didattica, con l'e-learning l'archivio in cui sono immagazzinati i dati personali di studenti per la maggior parte minorenni. Inoltre, la violazione di dati personali nel data breach ha riguardato il sito istituzionale dell’INPS andato in tilt. Infatti chi per avventura è venuto a conoscenza dei dati altrui non li deve utilizzare, né ovviamente comunicarli a terzi o diffonderli sui canali social.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha da subito avviato un’istruttoria allo scopo di effettuare opportune verifiche e valutare l’adeguatezza delle contromisure adottate dall'ente e gli interventi necessari a tutelare i diritti e le libertà degli interessati.

© Pietro Cusati - pietrocusati@tiscali.it



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